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storie di donna

IL NUOVO ANELLO ANTISTUPRO

ANELLOContro le aggressioni sessuali in India, arriva l’anello anti-stupro. La presidente della campagna ‘Save My Sister’, Imran Khan di Davangere, nello Stato di Karnataka, ha inventato un anello che ha un piccolo ago, dotato di serbatoio e pompa, che inocula capsaicina, un composto chimico irritante riesce a neutralizzare lo stupratore. Una volta iniettata la sostanza, l’aggressore proverà un dolore intenso con una sensazione di bruciore, ma non morirà.

Silvia

Stupro? per i cinesi bastano i peli

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Ad alleggerire un argomento particolare come quello della violenza sessuale ci pensano i cinesi, la cui ultima invenzione, secondo loro, servirebbe proprio per fermare l’ondata di stupri che sembra dilagare in Asia e non solo.
L’idea è quella di far indossare alle avvenenti ragazze delle calze costituite da una miriade di peli, la cui provenienza, tra le altre cose, non sembra neanche ben definita.
La notizia ha fatto il giro del Mondo, ma la cosa più assurda è quella di pensare che questa “trovata” sia veramente in grado di mettere al bando le azioni di squilibrati, sulle quali c’è veramente ben poco da scherzare!
Benessere, moda o bellezza? secondo noi l’unica categoria  che merita questa notizia è “idiozia”!
Alessia
 

FESTA DELLA DONNA?ECCO IL PERCHÈ È STATA SCELTA LA MIMOSA

imagesSono anni che la tradizione impone di regalare alle donne, per la loro festa, un mazzolino di mimosa, ma in pochi ne conoscono il motivo.La scelta di questo fiore simbolo, infatti, si deve ad una votazione avvenuta nel 1946, all’interno dell’UDI (unione donne italiane), quando si cercava, appunto, un simbolo politico per l’unione.La scelta della mimosa è dovuta al fatto che sboccia sempre in primavera, che è forte anche se sembra fragile, solare ed economica, porta il buon umore, ma soprattutto perchè sa rinascere anche su terreni poco fertili e difficili, proprio come fanno molte donne…

Alessia

imagesQuesta volta decidiamo di occuparci di un caso noto: quello dell’olimpico Pistorius e per la modella Reeva.Ancora una volta una donna soccombe sotto le mani di un uomo e, ancora una volta, ci si chiede se questa tragedia si poteva evitare.Dal giorno della scomparsa della modella le notizie, confuse, si sono accavallate, ma quello che sembra sfuggire è che l’eroe di molti, in realtà, ha decisamente poco di eroico.Incline a molti vizi, come quello di bere, e con una denuncia di aggressione alle spalle da parte di un’altra donna, ci chiediamo come sia possibile che questo uomo avesse il permesso di tenere pistole vicino al cuscino e una mitragliatrice sul terrazzo.Ci si chiede anche, inoltre, se, nonostante ci sia l’accusa di omicidio premeditato, quest’uomo, perchè “disabile”, non sconterà, a dire dei suoi legali, la pena in carcere.L’ossessione della vittoria lo ha accompagnato anche nell’atto estremo dell’omicidio, nell’eterna paura di arrivare secondo, forse, per l’ombra di un terzo uomo già minacciato dall’olimpico.

Alessia

Sul mio corpo: narrativa erotica, ma con classe. Intervista alla scrittrice Sonia Rottichieri

A: Buongiorno Sonia, grazie, intanto, per la disponibilità. Volevamo sapere, come prima cosa, come  procede il tuo libro “Sul mio corpo”, edito il 21 giugno scorso da Aliberti Editore?

r. il libro procede molto bene, considerando che è un romanzo “difficile e crudo”. E’ stato libro del mese ad agosto alle librerie Feltrinelli, e anche nel periodo Natalizio è stato molto richiesto, non solo nella bergamasca, zona in cui vivo, ma in tutta Italia.E’ alla quarta ristampa ed è stato nei primi 100 libri venduti in italia questa estate.

 

A: La protagonista del tuo romanzo è una quarantenne annoiata che scopre un mondo nuovo di perversione e sottomissione, quante e quali sue caratteristiche possono essere ricondotte a te o a donne a te vicine? Cosa c’è di “vissuto” in questa storia?

r.C’è del vissuto mio e di tantissime altre donne che mi hanno scritto su facebook. Il libro è nato da storie che mi sono state raccontate , di sottomissione fisica, psicologica e sessuale. Moltissime donne hanno avuto amori sbagliati in cui il tema dominante è sempre quello della scarsa o addirittura nulla autostima e del timore di perdere la persona amata, il tema dell’amore che deve essere meritato anche se un amore “malato”.Io ho cercato di “alleggerire”  il tema usando solo il sesso perché odio la violenza e perché, grazie al cielo, l’esperienza del sesso è comune, mentre quella della VERA violenza no. La protagonista in fondo sceglie di prestarsi a questo gioco e ne prova piacere, piacere fisico che lei in realtà non ha mai provato fino in fondo e attraverso questo viene “imbrigliata” dal cosiddetto padrone, ma nella realtà non è sempre così. Il libro cerca di comunicare che c’è sempre la possibilità di una scelta, l’importante è arrivare a conoscersi profondamente anche attraverso percorsi difficili e dolorosi, ma alla fine arrivare a dare a se stessi il giusto valore e rispetto.

 

A: Il tuo libro affronta un tema forte come quello del legame tra sessualità e bisogno di sentirsi amati: questo binomio è spesso banalizzato, mentre nel tuo caso emerge anche un importante spessore psicologico. Come sei riuscita ad approfondire questa tematica?

r. sono un medico e spesso devo leggere tra le righe di ciò che le persone mi comunicano. Probabilmente questo mi ha facilitato nell’approfondimento psicologico in una tematica che è affrontata spesso in modo molto superficiale. Cercare di andare oltre a ciò che si sente e si ascolta ma osservare anche come ciò viene raccontato, probabilmente porta ad entrare più in profondità, soprattutto quando la profondità nasconde lati oscuri di cui spesso ci si vergogna.

 

A: In un momento così delicato per la donna, visti i contemporanei fatti di cronaca, come pensi che l’universo femminile possa relazionarsi a quello maschile? E soprattutto dove finisce il gioco erotico della sottomissione e dove può iniziare una spirale degradante ed autopunitiva?

r.Proprio i fatti di cronaca spaventosi in cui la donna è vittima mi ha ispirato…in fondo le donne uccise o maltrattate lo sono sempre da ex mariti o uomini con cui hanno avuto relazioni, che hanno amato o creduto di amare. Il gioco finisce nel momento in cui la vittima non ci sta più e l’uomo, in questi casi, si sente sminuito nella sua mascolinità. Ciò presuppone una grande insicurezza da parte del maschio che non è riuscito a evolversi e confrontarsi psicologicamente con una donna che si ribella e quindi usa l’unica arma che possiede, cioè la forza e la violenza. La stima di se stessi da entrambe le parti, il rispetto reciproco, l’ascoltare i bisogni del compagno penso siano i fondamenti di un sano rapporto uomo/donna, sia sessuale che sentimentale.

 

A: Molte donne faticano ad avere un’appagante vita sessuale e spesso reprimono i loro desideri, così come fa, inizialmente, la protagonista; pensi che necessariamente il sesso, per la donna, debba avere  risvolti psicologici e sentimentali?

r. La sessualità femminile è molto più complessa di quella maschile. E’ più cerebrale e spesso l’uomo non comprende ciò. e la donna si vergogna a esprimere i propri desideri per paura di essere giudicate fredde o addirittura frigide. L’orgasmo è spesso simulato proprio per questo. Ovviamente non si puà generalizzare ma credo che nella maggior parte dei casi, la disinibizione sessuale che certe donne mostrano, nasconda anche un gran bisogno di appagamento sentimentale. Solo viene ammesso raramente, forse perché pone la donna in una situazione di vulnerabilità.

 

A: Che cosa vuol dire essere donna, nel duemila?

r. Anche nel duemila, spesso, il ruolo di donna vittima e di uomo padrone si innesca sul desiderio della donna di avere qualcuno che si prenda cura di lei: oggi le donne hanno sulle spalle lavoro, casa, famiglia, figli, genitori o suoceri anziani e si occupano quasi di tutto loro.

Una volta la donna si occupava solo della famiglia. Poi è cresciuta. L’uomo no…pochi danno appoggio alle loro compagne nella gestione famigliare e quindi una persona che dice” tu sei mia , io mi occupo di tutto e tu ti devi affidare a me”, può essere allettante. Ma poi spesso queste relazioni degenerano in una forma di possesso fisico e mentale coi risultati che si vedono nella cronaca. La donna cresce, l’uomo rimane legato al suo ruolo di dominante.

Ogni tanto può essere piacevole, sempre nel rispetto reciproco, ma se questo manca le relazioni si sbilanciano.

 

A: Più di quattrocento pagine di fine erotismo, come sei riuscita a non cadere nella volgarità?

r. Paradossalmente con la crudezza. Scivolare nel volgare o nel ridicolo è molto più facile usando mezzi termini o analogie ridicole e banali. La durezza non è volgare, ma porta a pensare e colpisce nel profondo, senza vergogna o ridicolo. E poi col significato. Se c’è spessore, qualcosa da comunicare, da esprimere, anche termini “volgari” inseriti in un contesto intellettualmente interessante, perdono gran parte della connotazione volgare.

 

A: Sei stata definita la risposta italiana a “Cinquanta sfumature di grigio”, che ne pensi? Per cosa ti distingui dalla James?

r.Intanto io ho usato il mio vero nome e cognome e non uno pseudonimo, anche se commercialmente forse sarebbe stato più indicato. Ci ho messo la mia faccia, e non è una cosa da poco visto che svolgo una professione come il medico, in una città come Bergamo, anche se alla fine la città ha accolto molto bene il libro, smitizzando un po’ la fama di città bigotta.Poi io ho scritto il libro 4 anni fa in 2 mesi, ho impiegato quasi 2 anni a rifinirlo e correggerlo e ho firmato il contratto con casa editrice Aliberti a Dicembre 2011 , quindi in tempi non sospetti. E poi il mio libro è basato sulla realtà, romanzata,  anche se ovviamente l’elemento fantastico ci deve essere perché un libro deve anche fare sognare, ma francamente, credo che ben poche 20enni abbiano perso la verginità come nel libro della James, mentre le 40enni deluse, frustrate, che non hanno seguito i loro sogni e sopratutto che non conoscono se stesse, le loro vere esigenze sessuali, sentimentali, emotive , i loro lati oscuri repressi per anni, esistano davvero.E non sono poche, me compresa.

A: Innumerevoli recensioni, diverse interviste, anche da radio famose, molteplici fan, ti aspettavi questo successo?

r. Assolutamente no. Io ho espresso ciò che sentivo tramite la scrittura, e mi ha reso felicissima la stima, l’affetto, il fatto che molte donne mi abbiano scritto” hai ragione…io non devo subire e sopportare nulla per essere amata, io devo prima di tutto amare me stessa”…questo è stato l’aspetto più positivo. E quello dei miei pazienti che sono orgogliosi della loro dottoressa…mi portano i libri in ambulatorio affinché faccia loro la dedica. Ovviamente anche l’apprezzamento da parte di specialisti del settore letterario mi ha fatto molto piacere, anche perché io mi definisco più una lettrice che una scrittrice. E forse il successo è venuto proprio da questo: ho scritto un libro come avrei voluto leggerlo, divertendomi, facendomi pensare nel divertimento, appassionandomi, e volendo vedere come andava a finire.

 

A: Quali sono stati, per te, I feedback dei lettori che maggiormante hanno colto l’essenza delle tue parole?

r.  Qualche lettore mi ha fatto notare che nel mio libro ci sono molte metafore di piccoli ricatti quotidiani che avvengono nelle coppie : se tu non fai questo io non ti stimo, se mi rispondi io ti metto il muso ecc. Loro hanno sicuramente compreso molte dei meccanismi di coppia che il libro mette in luce.

 

A: Per te, inizialmente, la scritturara era solo un hobby, ora quali sono i tuoi progetti futuri? Un sequel? Una trasposizione cinematografica?

r. SORPRESA ;-)   comunque non ho mai scritto niente prima di questo libro, se non la mia tesi di laurea…;-)

 

A: Grazie per averci dedicato il tuo tempo, in bocca a lupo, a presto.

r. Grazie a voi per l’attenzione che mi avete dedicato.

 

Alessia

 

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